Negli ultimi anni, il tema delle emissioni di gas serra è diventato centrale nel dibattito pubblico, influenzando profondamente le politiche ambientali e le strategie delle imprese. Recentemente ISPRA ha pubblicato un importante rapporto “Ambiente in Italia: uno sguardo d’insieme, Annuario dei dati ambientali 2024” che fornisce un quadro dettagliato sull’andamento delle emissioni nel nostro Paese. Scopriamo insieme cosa ci raccontano questi dati e cosa possiamo aspettarci per il futuro.
Dal 1990 ad oggi 📉
Nel 2022 le emissioni sono risultate inferiori del 21% rispetto al 1990: questa riduzione è stata favorita da una recente frenata economica che ha diminuito i consumi, ma anche dalla crescita dell’uso di energie rinnovabili, che ha ridotto del 20% le emissioni di CO₂ legate al settore energetico.
La gran parte delle emissioni è costituita da anidride carbonica (CO₂), prodotta prevalentemente dall’impiego di combustibili fossili come petrolio, carbone e gas naturale. Altri gas significativi per l’effetto serra sono il metano (CH₄), originato principalmente dall’allevamento animale, dalla gestione dei rifiuti e da perdite nel settore energetico e il protossido di azoto (N₂O), le cui emissioni derivano soprattutto dalle attività agricole e dai trasporti.
Diversa è la situazione per gli F-gas (come HFC, PFC, SF₆ e NF₃): pur avendo un contributo minore rispetto agli altri gas citati, le loro emissioni sono cresciute sensibilmente dal 1990, a causa soprattutto dell’aumento delle attività industriali e dell’uso dei sistemi di refrigerazione.

Fonte: ISPRA
Scenari futuri 🔭
Questo grafico mostra le previsioni delle emissioni nazionali di gas serra fino al 2040, ipotizzando due possibili scenari: uno che considera le politiche attuate entro il 2022 (comprese quelle previste dal PNRR) e uno che include anche misure aggiuntive indicate nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).
Secondo i dati aggiornati al 2024 e comunicati da ISPRA alla Commissione europea, entro il 2030 le emissioni complessive di gas serra si ridurranno del 38% nel primo scenario, mentre potranno raggiungere una diminuzione del 49% nel secondo scenario.
Pur essendo positivo il trend previsto di diminuzione delle emissioni, anche nel caso dello scenario con politiche aggiuntive, l’andamento risulta insufficiente per raggiungere l’obiettivo posto dall’EU di diminuzione delle emissioni del 55% entro il 2030.

Fonte: ISPRA
La strada che ci aspetta non sarà semplice, ma la direzione ormai è chiara. Le emissioni stanno lentamente diminuendo, però dobbiamo essere consapevoli che gli sforzi attuali non sono ancora sufficienti per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. Serve più determinazione e collaborazione: ogni settore, ogni impresa e ognuno di noi, con le proprie scelte quotidiane, avrà un ruolo da giocare. È il momento di trasformare le intenzioni in azioni concrete, per garantire davvero un futuro migliore al nostro ambiente.





