Un rilevatore di gas acceso può trasmettere un’immediata sensazione di sicurezza. Ma essere acceso non significa necessariamente essere pronto a rilevare un pericolo.
| Il Bump Test risponde a una domanda molto concreta: se oggi il lavoratore incontra un’atmosfera pericolosa, il rilevatore reagirà? |
Cos’è il Bump Test
Il Bump Test è una prova funzionale rapida: il rilevatore viene esposto a una concentrazione nota di gas per verificare che il gas raggiunga il sensore, che il sensore risponda e che gli allarmi acustici, visivi o vibranti si attivino correttamente.
Non è una calibrazione: non dimostra l’accuratezza della misura, ma verifica la funzionalità complessiva dello strumento prima dell’impiego.
Perché è un controllo di sicurezza
I rilevatori portatili vengono utilizzati per proteggere i lavoratori da gas tossici, carenza di ossigeno e atmosfere con gas o vapori pericolosi, ad esempio durante manutenzioni, accessi a spazi confinati o attività su impianti di processo. In questi contesti possono rappresentare una vera barriera di sicurezza.
Sensori deteriorati, contaminati o ostruiti possono però non fornire la risposta attesa. Una semplice verifica visiva dello strumento non consente di accertarlo: il Bump Test permette invece di individuare il problema prima dell’utilizzo operativo.
| UN CASO REALE – quando il sistema di rilevazione inganna
Un Safety Alert dell’HSE britannico del 2020 descrive un incidente in cui un rilevatore non individuò vapori infiammabili. Il lavoro a caldo fu quindi eseguito e la successiva esplosione causò una vittima. L’indagine individuò come fattore determinante il tubo di campionamento, che adsorbiva il vapore impedendogli di raggiungere il sensore nei tempi del test. La lezione: il controllo funzionale deve verificare il sistema nella configurazione effettiva d’uso, non soltanto il rilevatore. |
Dal dispositivo al controllo operativo
La gestione efficace di un rilevatore non si esaurisce nell’acquisto dello strumento. L’organizzazione deve definire quando effettuare controlli e calibrazioni, chi li esegue, come registrarne l’esito e come gestire gli strumenti che non superano la prova. Questa logica trova riscontro anche nelle seguenti norme CEI:
- CEI EN 60079-29-2:2016: per i rilevatori di gas infiammabili e ossigeno
- CEI EN IEC 62990-2:2022: per i rilevatori di gas e vapori tossici, che trattano scelta, uso e manutenzione degli strumenti.
Il punto è semplice: la sicurezza non dipende solo dalla presenza di uno strumento, ma dalla certezza che funzioni davvero quando serve.
Fonti e riferimenti tecnici
- Health and Safety Executive (HSE), Safety Alert CEMHD1-2020, “Failure to detect dangerous gas/vapour”, 10 settembre 2020. https://www.hse.gov.uk/safetybulletins/failure-to-detect-dangerous-gas.htm
- CEI EN 60079-29-2:2016 – Rilevatori di gas infiammabili: scelta, installazione, uso e manutenzione dei rilevatori di gas infiammabili e ossigeno.
- CEI EN IEC 62990-2:2022 – Atmosfere nei luoghi di lavoro: scelta, installazione, uso e manutenzione dei rilevatori di gas e vapori tossici.





