Il monitoraggio delle sostanze PFAS (Sostanze Perfluoroalchiliche) è una priorità per la tutela delle risorse idriche e della salute pubblica. Nel rapporto 2024, ARPA Lombardia presenta un’analisi dettagliata sulla diffusione di questi contaminanti nelle acque superficiali, sotterranee e negli scarichi industriali, con particolare attenzione alle fonti di contaminazione e agli effetti sugli ecosistemi.
🧪 Cosa sono i PFAS?
I PFAS sono composti chimici utilizzati in numerosi settori industriali per le loro proprietà antiaderenti e idrorepellenti. Vengono impiegati in trattamenti tessili, rivestimenti per contenitori alimentari, schiume antincendio e processi industriali. La loro elevata stabilità chimica li rende persistenti nell’ambiente, accumulandosi nelle acque, nei suoli e negli organismi viventi. Sono in grado di migrare attraverso le falde acquifere, raggiungendo zone anche lontane dalle aree di emissione, e possono avere effetti sulla salute umana.
📊 Il monitoraggio di ARPA Lombardia
Negli ultimi anni, ARPA Lombardia ha intensificato i controlli per valutare il livello di contaminazione da PFAS e individuare le principali fonti di inquinamento. Le analisi hanno riguardato diverse matrici ambientali:
🔹 Acque superficiali → Monitorati oltre 120 corsi d’acqua e 28 laghi nel 2023, con particolare attenzione alle aree a maggiore pressione industriale.
🔹 Acque sotterranee → Monitorati numerosi pozzi e falde acquifere per verificare la diffusione della contaminazione, in particolare nelle aree urbane e industriali.
🔹 Scarichi industriali e impianti di trattamento reflui → Identificate le attività più impattanti, con particolare attenzione ai settori chimico, metallurgico e del trattamento rifiuti liquidi.
📌 Principali risultati
💧 Acque superficiali e sotterranee
- Il PFOS (acido perfluoroottansolfonico – sostanza appartenente al gruppo dei PFAS) ha superato il limite di qualità in 96 su 128 corsi d’acqua monitorati.
- Tracce di PFOS sono state rilevate nel 68% delle acque sotterranee analizzate, con alcuni valori oltre i limiti di sicurezza.
🐟 Biota ed ecosistema acquatico
- Sono stati rilevati livelli elevati di bioaccumulo di PFAS nei pesci, dimostrando la loro persistenza nell’ecosistema.
- Si registra una riduzione delle concentrazioni di PFOA (acido perfluoroottanoico), segnale di un possibile effetto positivo delle misure restrittive adottate negli ultimi anni a livello europeo.
- Gli studi suggeriscono una lenta dispersione dei PFAS, rendendo necessarie misure di monitoraggio a lungo termine per valutare l’effettiva riduzione dell’inquinamento.
🔎 Conclusioni
Il monitoraggio dei PFAS rimane un’attività essenziale per proteggere la salute pubblica e l’ambiente. I dati raccolti mostrano una contaminazione diffusa, ma anche segnali positivi legati alle restrizioni normative.
La collaborazione tra enti di controllo, industria e politica ambientale sarà fondamentale per ridurre la diffusione di queste sostanze e migliorare la gestione delle acque.





